
Rubero’ sempre i tuoi minuti, i tuoi attimi.
Ladra di tutto quello che di te esiste.
D’aria, d’acqua e di fuoco, niente tralascero’, neppure l’anima immateriale.
Di te, di tutto quello che sei, molecole in un perfetto ordine gerarchico.

Rubero’ sempre i tuoi minuti, i tuoi attimi.
Ladra di tutto quello che di te esiste.
D’aria, d’acqua e di fuoco, niente tralascero’, neppure l’anima immateriale.
Di te, di tutto quello che sei, molecole in un perfetto ordine gerarchico.
“Che cosa hai intenzione di fare?” chiese Honda a Kiyoaki.
“Non faro’ nulla. Non sono bravo ad iniziare le cose, ma una volta partito non sono certo uno che si ferma a meta’!”
“Allora, cosa hai intenzione di fare? Hai pensato alle conseguenze?”
“E perche’ dovrei pensarci?”
“Perche’ tu e le persone intorno a Satoko state lentamente procedendo verso una conclusione. Non crederai forse che voi due possiate rimanere immobili a mezz’aria come due libellule nella stagione degli amore!”
Tutto era per lui motivo di inquietudine; raggiungeva la sua massima felicita’ pregustando il momento in cui l’avrebbe vissuta, appena un attimo prima di perderla per sempre, per piombare nuovamente in quella solitudine malinconica che lo accompagnava dalla nascita.
Era certo, il giovane uomo, di avere avuto nella vita tutto quello che gli spettava ma di non aver ancora avuto quello che veramente desiderava. Tradito, beffato, ingannato, non riusci’ a vedere negli occhi, fuggenti, di Satoko, il bagliore della purezza, di quel cuore che, come un bocciolo estivo scampato alla neve primaverile, cercava un posto da chiamare casa.
No, non era per lui la stabile tranquillita’ di una donna tanto coraggiosa e selvaggia.
Difendeva la sua solitudine ad ogni costo, fiero dei suoi motti aristocratici quanto delle sue maniere all’occidentale. Era per lui estrema irritazione essere felice, essere umano, essere un ragazzo in quel mondo di petali di ciliegio. La sua superficiale arroganza viveva in una superficiale quotidianita’, il suo cervello si nutriva di cio’: di superficiale solitudine.
Erano diversi anni che non avevo piu’ sue notizie, sapevo che stava intraprendendo una carriera non sempre semplice, ma JeF ce l’ha fatta!
E’ diventato un fotografo, lavora per grandi nomi e viaggia per il mondo.
E come si fa a non essere contenti per lui?
Bravo =)
I would have been loving you the same

208mq, piano 4 (attico), Shinagawa, Tokyo








Oyama-cho, Shibuya-ku, Tokyo




Minato-ku, Minami Aoyama


Shirogane



Ho deciso di richiedere l’attivazione della casella per la Posta Certificata.. penso che potrebbe servirmi per sbrigare le pratiche burocratiche un po’ piu’ in fretta.
Prendo i documenti, mi armo di pazienza e riempio tutti i campi.
Nella seconda pagina mi viene richiesto di inserire gli indirizzi per la residenza, il domicilio e il recapito.
Nello specifico vi sono le caselline per selezionare il paese estero, in caso – come me – il domicilio ed i recapiti siano all’estero, cosi’ come la residenza.
C’e’ un bellissimo dropdown menu nel quale va indicata la nazione: se sei Italiano (per tutte e tre le pad degli indirizzi sei obbligato a compilare i campi) scegli “Italia”, se stai nel resto del mondo selezioni “Estero” e poi compili i vari campi, che per l’estero non sono obbligatori.
Ora, non inserendoli mi genera un errore.
Inserendoli mi genera un errore. Perche’? Perche’ nel menu dropdown di scelta della Provincia e del Comune non e’ contemplata alcuna dicitura per le province estere.
Ok, cerchiamo il modulo dei contatti.. bello: se hai la casella attivata puoi scrivere all’indirizzo email, altrimenti devi telefonare ad un numero verde (fisso o mobile) ma solo dall’Italia.
Ma chi e’ quel coglione che – in ordine sparso – :
Ora, smettiamola di pontificare e di pubblicizzare ste cose fichissime proposte da tutto quello che e’ italiano, che tanto non ce ne azzeccate una!
Andiamo a letto via, che domani c’e’ da festeggiare.
Panariello Presidente e Don Zauker Santo Subito!
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